Impresa 
Riforma fallimentare: approvato il nuovo codice della crisi di impresa

31.01.2019

Non chiamatelo fallimento. Il Consiglio dei Ministri con il Comunicato Stampa n. 37 ha reso noto che è stato approvato il Decreto Legislativo che, in attuazione della Legge delega n.155/2017, introduce il nuovo “Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza”.

Sono molte le novità introdotte ma quella più rilevante è contenuta nell’articolo 378 dello schema approvato in via preliminare lo scorso 8 novembre.

Scatta l’obbliga di modifica degli statuti o degli atti societari per molte SRL che entro il 2019 dovranno recepire il nuovo obbligo di nomina del sindaco, del collegio sindacale e del revisore secondo i nuovi limiti modificati con un intervento delle soglie stabilite dall’articolo 2477 del Codice Civile.

Si attende ora la pubblicazione della riforma fallimentare con il testo del nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in Gazzetta Ufficiale per identificare in termini precisi i termini di entrata in vigore delle novità. Il codice sarà operativo dopo 18 mesi, ma l’entrata in vigore dei nuovi obblighi sarà anticipata in alcuni punti, come quello relativo alla modifica agli statuti delle SRL.

Riforma fallimento, approvato il nuovo codice crisi d’impresa. Le novità

È il comunicato stampa pubblicato dal Governo a margine del Consiglio dei Ministri del 10 gennaio 2019 a riassumere le novità contenute nel testo di riforma del fallimento e nel nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

L’esame definitivo del decreto legislativo è arrivato ormai in extremis e a pochi giorni dalla scadenza della delega prevista dalla Legge n. 155 del 19 ottobre 2017, proprio per questo non si segnalano particolari novità rispetto allo schema approvato lo scorso 9 novembre dopo i pareri delle Commissioni.

Il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Tra le principali novità riassunte dal Governo la riforma contenuta nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede le seguenti modifiche alla legge fallimentare:

  • la sostituzione del termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei evitando, per evitare il discredito sociale e personale associato alla parola comunemente usata “fallito”;
  • l’introduzione di una fase preventiva di “allerta” finalizzata all’emersione precoce della crisi d’impresa e a una sua risoluzione assistita che favorisca anche il contemporaneo e maggior soddisfacimento dei creditori e dei debitori;
  • la possibilità di dare priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale; nonché quella di privilegiare, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  • la semplificazione e l’uniformazione della disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
  • la riduzione dei tempi e dei costi delle procedure concorsuali;
  • l’istituzione presso il Ministero della giustizia un ALBO UNICO dei soggetti incaricati per svolgere le funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure;concorsuali;
  • introduzione di nuove regole per la nomina dell’organo di controllo o di revisione nelle srl;
  • l’armonizzazione delle procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

La prima messa in pratica della riforma riguarderà le tante SRL che, dopo le modifiche introdotte all’articolo 2477 del Codice Civile relativo all’obbligo di nomina del collegio sindacale e alla revisione legale dei conti, saranno chiamate a modificare statuti o atti costitutivi entro il termine di nove mesi.

Riforma fallimento e crisi d’impresa, modifica degli statuti per le SRL

Nuovi oneri per le società che rientreranno nei limiti previsti dalla riforma e per i quali scatterà l’obbligo di nomina degli organi di controllo. A partire dalla data di entrata in vigore del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza si avranno a disposizione nove mesi di tempo per l’adeguamento degli statuti o degli atti costitutivi.

Intervenendo sull’articolo 2477 del Codice Civile, viene previsto che la nomina dell’organo di controllo o del revisore sarà obbligatoria se la società:

  • è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
    • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
    • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
    • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa quando, per due esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti.

Scatterà quindi la corsa alla modifica di atti costitutivi e statuti al fine di adeguarsi alle novità entro il termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore del nuovo articolo 2477 del Codice Civile. La versione del decreto legislativo approvata in via provvisoria lo scorso 9 novembre fissava il termine del periodo transitorio in sei mesi.

Decorrenza delle norme

La riforma entrerà in vigore gradualmente e, completamente, soltanto 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto in commento.

Nello specifico è disposta una distinzione, sotto il profilo temporale per l’entrata in vigore, fra le norme dirette a disciplinare gli istituti di regolazione della crisi e dell’insolvenza e le altre disposizioni – destinate a entrare invece immediatamente in vigore.

Ecco, in dettaglio il calendario della decorrenza dei dispositivi rispetto la data di pubblicazione in G.U. del decreto stesso e precisamente:

  • entro 18 mesi: le norme che riguardano la crisi e l’insolvenza;
  • entro 30 giorni le norme che riguardano:
      • le modifiche degli articoli 2476 e 2486 del Codice Civile;
      • le disposizioni in materia di gestione delle procedure, relative le norme sulla competenza delle procedure di Amministrazione Straordinaria e i Gruppi di Imprese rilevanti per dimensione
      • relative alle Garanzie a favore di acquirenti di immobili da costruire
      • inerenti l’istituzione di un unico Albo dei Gestori della Crisi e Insolvenza ovvero un libro unico che accoglie i soggetti con la funzione di curatore, commissario giudiziale e liquidatore
      • in materia di Certificazione delle diverse posizioni debitorie dell’impresa (previdenziali e tributarie)
      • responsabilità degli amministratori, organi di controllo e assetti organizzativi dell’impresa.

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