Fisco 
Saldo e stralcio cartelle: al via le domande, con Isee sotto i 20mila euro e si paga tra il 16 ed il 35%

08.01.2019

Il modulo per fare richiesta (entro il 30 aprile 2019) è disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate e agli sportelli. E’ possibile regolarizzare l’omesso versamento di imposte e contributi. Via libera anche per chi ha aderito alle precedenti rottamazioni e non ha pagato tutto il dovuto. Azzerate sanzioni e interessi di mora, versamento entro il 30 novembre 2019 o in cinque rate.

Parte ilsaldo e stralcio delle cartelle esattoriali per i contribuenti in “comprovata difficoltà economica“, previsto dalla legge di Bilancio. L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato il modulo della domanda di adesione alla sanatoria, che va presentataentro il 30 aprile. La norma consente di mettersi in regola pagando tra il 16 e il 35% delle cartelle esattoriali relative a debiti fiscali e contributivi, senza sanzioni e interessi di mora. L’Isee deve però essere inferiore a 20mila euro. Sopra quella soglia si può chiedere comunque di accedere alla rottamazione ter. Il modello “SA-ST” (“saldo e stralcio”) è disponibile, oltre che su sito dell’Agenzia, anche in tutti gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.

CHI PUÒ ADERIRE

Solo le persone fisiche che abbiano un Isee inferiore a 20mila euro per i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017. La legge dispone che vadano considerate in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica anche le persone fisiche per le quali, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, sia stata aperta la procedura diliquidazione dei beni prevista dalla legge sul sovraindebitamento.

SANABILI IMPOSTE E CONTRIBUTI

E’ possibile regolarizzare l’omesso versamento di imposte relative alle dichiarazioni di redditi o ai contributi dovuti dagli iscritti alle casse professionali o allegestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps. Se si hanno i requisiti si può rientrare in questa sanatoria anche se non si sono perfezionati completamente e nei tempi previsti i pagamenti dovuti in base alle rottamazioni del 2016 e del 2017.

SI PAGA TRA IL 16 E IL 35%. NIENTE SANZIONI E INTERESSI

Niente sanzioni e nessun interesse di mora: sarà possibile regolarizzare la cartella con saldo e stralcio pagando il 16% a titolo di capitale e interessi se si ha un Isee familiaresotto gli 8.500 euro, il20% se l’Isee ètra 8.500 e 12.500 euro, il35% se si è tra 12.500 e 20.000 euro. Per quanti rientrano nella procedura di liquidazione per sovraindebitamento la percentuale scende al 10%. Vanno pagati comunque l’aggio per l’agente di riscossione e le spese di notifica e delle procedure esecutive.

PER CHI RESTA FUORI SCATTA LA ROTTAMAZIONE-TER

In assenza dei requisiti, la presentazione della domanda di adesione al saldo e stralcio sarà considerata in automatico come richiesta di accesso alla rottamazione-ter e l’Agenzia comunicherà l’importo da pagare e le relative scadenze di pagamento.

LA DOMANDA E I VERSAMENTI: TUTTO SUBITO O CINQUE RATE

Il modello SA-ST va presentatoentro il 30 aprile ed entro il 31 ottobre l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà le somme dovute o la mancanza di requisiti. Il modulo deve essere compilato indicando i dati personali e quelli della cartella. Bisogna poi riportare gli estremi della Dichiarazione Sostituiva Unica (Dsu) ai fini Isee, segnalando l’Isee del proprio nucleo familiare. Va indicato anche se si paga in un’unica soluzione il 30 novembre, o incinque rate con un interesse annuo del 2% dal primo dicembre 2019: il 35% del totale dovuto entro il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, il 15% entro il 31 luglio 2020, il 15% entro il 31 marzo 2021 e il restante 15% entro il 31 luglio 2021.

FLAT TAX AL 15% PER AUTONOMI CON REDDITI 2018 SOTTO I 65MILA EURO

Rispetto agli annunci pre-elettorali della Lega, la flat tax esce molto ridimensionata. Nella manovra c’è infatti solo l’ampliamento del regime forfettario con aliquota al 15% già in vigore dal 2015 per partite Iva e commercianti sotto alcune soglie di reddito. Dal 2019 si applicherà a tutti gli autonomi che “l’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero percepito compensi” non superiori a 65mila euro. Formulazione che, come evidenziato dalCorriere della Sera, consentirà di accedere al regime agevolato anche a chi nel 2019 percepirà redditi molto più alti rispetto al tetto: in quel caso il contribuente perderà il beneficio solo l’anno successivo e non dovrà restituire nulla. Il Sole 24 Ore ha calcolato peraltro che al superamento della soglia si determinerà unforte disincentivo a dichiarare redditi aggiuntivi: nel momento in cui rientra nel regime Irpef standard, per avere lo stesso introito netto di cui godrà con l’aliquota al 15% chi guadagna 65mila euro dovrebbe incassare il 25% in più, oltre 81mila euro.

 

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